Turazza Massimiliano ✞ 19/10/1994

- Data:19/10/1994
- Età:29
- Data di nascita:01/04/1965
- Grado:Agente
- Causa:Assassinio
- Corpo:Polizia di Stato
- Reparto:Questura
- Reparto:Squadra Volante
- Provincia:Verona
Venne assassinato la sera del 19 Ottobre a Fumane (VR).
In servizio presso la Squadra Volante della Questura di Verona stava facendo rientro nella propri abitazione quando notò, malamente occultata in mezzo ad alcuni cespugli, una sacca contenente armi nascoste da alcuni banditi i quali si stavano preparando ad assaltare un furgone blindato. Prima che l’agente Turazza riuscisse ad abbozzare una qualsiasi reazione i rapinatori nascosti nel parcheggio situato nei pressi dell’abitazione aprirono il fuoco, uccidendo il poliziotto con quattro colpi di pistola.
Gli assassini vennero arrestati poco tempo dopo. Era una banda composta da criminali comuni ora “collaboratori di giustizia” i quali avevano deciso di integrare lo stipendio concesso dallo Stato Italiano ai criminali “pentiti” con il denaro provento di rapine.
L’agente Turazza era sposato da circa un anno.
Il fratello minore dell’agente Massimiliano Turazza, Davide, arruolatosi in Polizia alla sua morte, morì il 21 Febbraio 2005 insieme al collega Giuseppe Cimarrusti, in una sparatoria alla periferia di Verona con un individuo, un investigatore privato, che aveva appena assassinato una prostituta.
Fonte: L’Arena di Verona; Il Gazzettino e principali testate giornalistiche dell’epoca.
Ascolta il podcast sulla vicenda.
Cieli blu fratello l’ho saputo oggi.
Buona sera.
Dell’omicidio dell’Agente Massimiliano TURAZZA, si parla si parla nelle pagine n. 127 e n. 128 del volume “I SOMMOZZATORI DELLA POLIZIA DI STATO” (autori Luisa Cavallo, Gianluca GRECO e Stefano RUIA), edito dalla casa IRECO nel 2008, per celebrare il 50° anniversario della specialità.
A sparare a tradimento al poliziotto, fu un certo Alceo BARTALUCCI e l’arma del delitto, una calibro “357 magnum”, fu gettata nel fiume Mincio.
Il suo recupero divenne una priorità per i Sommozzatori della Polizia di Stato, sia per assicurare una prova fondamentale per l’accusa in sede processuale, sia per onorare la memoria del collega ucciso.
A recuperare l’arma, fu l’allora Agente Andrea COZZANI, deceduto anni dopo il 4 marzo 2020, mentre si preparava ad un’immersione di lavoro e che ne ha lasciato una toccante testimonianza proprio nel volume di che trattasi.
Con cordialità.
Maurizio Bedin, Sabaudia (Latina).
P.S.
Nel libro si parla anche di un altro Sommozzatore della Polizia di Stato: l’Ispettore Superiore Rosario SANARICO, deceduto il 20 febbraio 2016 a Padova, durante un’immersione nel fiume Brenta, volta alla ricerca del cadavere di una donna probabilmente assassinata dal proprio compagno.